La nostra storia

 

Gli Enti di previdenza nati dal decreto legislativo 103/96 sono una delle espressioni della previdenza ed assistenza privata nel nostro Paese. Con la nostra istituzione, si è potuto finalmente adempiere un diritto costituzionale verso quelle categorie professionali che, fino al 1996, non avevano goduto di alcuna tutela previdenziale. La nostra istituzione è quindi da salutare come un segno di civiltà giuridica e come una conquista ottenuta con caparbietà da assistenti sanitari, biologi, periti industriali, psicologi, vigilatrici d’infanzia e dai professionisti raccolti sotto il tetto pluricategoriale: attuari, chimici, geologi, dottori agronomi e forestali. Ci sono voluti anni di battaglie, rivendicazioni, pause di riflessione ma alla fine ce l’abbiamo fatta.

 

Gli Enti del 103 rappresentano dunque l’applicazione della riforma Dini che, nel 1995, tentò una prima razionalizzazione della previdenza pubblica e permise il varo di istituzioni private con fini previdenziali e assistenziali. Quella riforma ebbe come sua caratteristica saliente l’apertura al metodo contributivo, cioè quel sistema di calcolo della pensione che ne stabilisce l’importo esclusivamente sulla base dei contributi versati e debitamente rivalutati.

 

I dieci anni che sono trascorsi dall’approvazione del decreto 103/96 sono stati intensi e vissuti alacremente. Si trattava, di fatto, di sperimentare un nuovo sistema pensionistico, di inventare moduli informatici e varare dispositivi normativi che permettessero agli enti di svolgere appieno la loro funzione. Era necessario inoltre difendere la nostra autonomia da alcuni tentativi, giunti da più parti, di assimilare la previdenza di “nuova generazione” agli stessi metodi del sistema pubblico, circostanza che avrebbe provocato effetti distorsivi a danno esclusivamente dei professionisti iscritti.

 

Al volgere del 2006, si può ben dire che il periodo di “rodaggio” è concluso mentre è opportuno che si inizi la fase propositiva, in cui gli Enti di previdenza privati si vedano riconosciute quelle essenziali opportunità che permettano di svolgere al meglio la funzione di sistemi esperti al servizio dei professionisti. I nostri scopi fondamentali, infatti, sono due. Continuare a curare le esigenze previdenziali ed assistenziali della nostra platea professionale lungo l’intera vita lavorativa. Proporre, in secondo luogo, migliorie al sistema contributivo per garantire prestazioni più adeguate e far avvicinare quanto possibile l’importo dell’assegno pensionistico alle aspettative e al tenore di vita goduto dal professionista in età da lavoro.

 

 

 

 

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